HONORES URBIS - Vol. 1: I Re e i Sacerdoti Primordiali: Le Cariche dell'Età Regia
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L'anatomia storiografica, costituzionale e sacrale delle istituzioni arcaiche che forgiarono il DNA del potere romano: il saggio definitivo che viviseziona la nascita dei primi ruoli pubblici dell'Urbe, svelando come i concetti primordiali di imperium, di ufficio pubblico e di diritto sacro abbiano preso forma sotto la direzione dei sette re e dei collegi sacerdotali prima della fondazione della Repubblica. Questo primo volume della stimata serie "Honores Urbis" mette a nudo l'intelaiatura dei decreti d'archivio, dei riti di fondazione e delle riforme costituzionali d'Età Regia, dimostrando che le magistrature d'età successiva non furono una rottura improvvisa, bensì il frutto di una sofisticata evoluzione delle cariche monarchiche arcaiche.
Per secoli, il racconto dei primi secoli di Roma è stato ridotto a leggenda pop, oscurato dalle favole mitologiche su Romolo e Numa Pompilio o semplificato dalla saggistica commerciale. Questo saggio rompe radicalmente con la tradizione pop per restituire la cruda materialità documentaria, giuridica e archeologica della monarchia laziale. Attraverso un esame scientifico rigoroso, il volume analizza l'eccezionale profilo delle cariche originarie: dal potere supremo del Rex, custode della spada e degli auspicia, all'affascinante istituto dell'Interrex, una macchina costituzionale d'emergenza progettata dai senatori per gestire i traumi del vuoto di potere, fino al comando militare ravvisato nel Tribunus Celerum. Il lettore sviscererà la giungla di tabù e divieti dei Flamines, il controllo d'archivio esercitato dal Pontifex Maximus sulla compilazione del calendario statale e le procedure formali del lancio della lancia dei Fetiales, necessarie per garantire la legittimità giuridica di ogni dichiarazione di guerra.
Rifiutando ogni concessione aneddotica o romanzata, l'opera esamina le costrizioni e i conflitti interni tra il sovrano accentratore e il consiglio oligarchico dei patres all'interno dei Comizi Curiati, e si chiude analizzando la drammatica cacciata dei Tarquini nel cinquecentonove avanti Cristo. Viene messo a nudo il paradosso della persistenza dei titoli regi nella successiva Repubblica, svelando come i Romani abbiano modificato le istituzioni politiche salvaguardando però i ruoli sacrali come il Rex Sacrorum per non rompere la pace con il demanio divino. Dall'esegesi dei rari frammenti fino al bilancio epistemologico finale, questo saggio offre un quadro nitido, documentato e privo di retorica sulla cucina costituzionale in cui è stata stampata l'architettura eterna del comando di Roma.
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