5. Annarella Bracci, Lionello Egidi e le tutele del fermo di polizia. cover art

5. Annarella Bracci, Lionello Egidi e le tutele del fermo di polizia.

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Summary

Il 18 febbraio 1950 scompare dal quartiere Primavalle di Roma Anna Maria Bracci, per tutti Annarella, una bambina di 12 anni. Il suo corpo senza vita viene ritrovato il 3 marzo in fondo a un pozzo a seguito di una “visione” del suo stesso nonno. Per il suo omicidio viene accusato Lionello Egidi, bracciante agricolo e amico di famiglia. Durante i sette giorni del fermo l’uomo confessa l’omicidio, ma davanti al giudice ritratta e dichiara di essere stato torturato dalla polizia e obbligato a confessare con l’inganno. Egidi viene infine assolto per l’omicidio Bracci, che tuttora rimane un caso irrisolto, ma la sua testimonianza circa le torture subite provoca importanti conseguenze politiche. L’attenzione della stampa si sposta quindi sull’operato della polizia e, anche a seguito di alcune interrogazioni parlamentari al ministero della Giustizia, viene approvata nel 1955 una modifica al codice di procedura penale che ha ridimensionato e meglio regolato le procedure del fermo di indiziato di polizia. Nessun agente è stato condannato per le torture subite da Egidi, ma dal 1955 viene introdotto l’obbligo di comunicazione immediata del fermo e il tempo massimo consentito viene ridotto da sette giorni a 48 ore. Fonti: Il pozzo delle nebbie, Roberto Morassut, Ponte Sisto, Roma 2014 https://primavalleinrete.wordpress.com
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