E04 – 1991: il momento in cui tutto sembrava possibile
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Il 25 dicembre 1991 l'URSS cessa di esistere. Gli USA rimangono l'unica superpotenza. È un'occasione storica. Ecco come è stata sprecata.
Mosca, 25 dicembre 1991. Dal pennone del Cremlino viene ammainata la bandiera sovietica. L'URSS ha cessato di esistere senza una guerra, senza una rivoluzione armata. Per la prima volta in secoli, il mondo ha un'unica superpotenza dominante. Era un'occasione per costruire un ordine internazionale davvero universale. Non è andata così.
In questo episodio di Coordinate analizziamo il decennio unipolare: la Guerra del Golfo del 1991 come unico caso in cui il Consiglio di Sicurezza ha funzionato davvero, l'euforia di Fukuyama e la "fine della storia", le occasioni mancate con la Russia post-sovietica, la shock therapy e il Consenso di Washington, e i Balcani come primo grande test fallito dell'ordine internazionale post-Guerra Fredda.
In questo episodio:
- La Guerra del Golfo: perché il sistema ONU ha funzionato quella volta (e perché non si è ripetuto)
- Le rassicurazioni sulla NATO del 1990: promessa o malinteso? I documenti che nessuno vuole leggere fino in fondo
- La Russia degli anni '90: shock therapy, oligarchi, umiliazione geopolitica
- Come America Latina, Africa e Cina hanno vissuto il "decennio d'oro"
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Letture consigliate:
- Francis Fukuyama, La fine della storia e l'ultimo uomo (2020, UTET) — Vale la pena leggerlo direttamente, non solo citarlo. È più sfumato di come viene riassunto. → Amazon.it
- M. E. Sarotte, Not One Inch (2021) — La ricostruzione più accurata e documentata del dibattito sull'espansione della NATO e delle promesse del 1990. Basata su archivi di cinque paesi. → Amazon.it
- Masha Gessen, L'uomo senza volto (2012, Mondadori) — Come Putin sia emerso dal caos dei Novanta russi. La ricostruzione più efficace disponibile in italiano. → Amazon.it
- David Halberstam, War in a Time of Peace (2001) — Come l'amministrazione Clinton ha gestito — o non gestito — i Balcani. Racconto giornalistico dettagliato delle decisioni di Washington. → Amazon.it
- Jeffrey Sachs, La fine della povertà (2005, Mondadori) — Il principale artefice della shock therapy nei paesi post-comunisti difende le proprie scelte. Vale la pena leggere la sua versione — e poi confrontarla con i dati. → Amazon.it