• Cosa fa il Padre Spirituale?
    Jun 29 2026

    A che serve la mia vita? Dove sto andando davvero? Da soli, queste domande restano senza risposta: il cammino di fede ha bisogno di qualcuno che creda nella promessa di Dio su di te un attimo prima di te.

    Si diventa cristiani sempre con un altro

    Il cristiano è il contrario del self made man: nella fede si cresce dentro una comunità e con almeno una figura di riferimento. L’entusiasmo dell’incontro con Dio è una forza vera, ma ancora senza forma, e per attraversare le proprie ferite e fare le scelte che cambiano la vita serve qualcuno accanto, qualcuno che ti faccia da specchio: il padre spirituale.

    Il padre spirituale profetizza sulla tua vita e ti porta al Signore

    Crede in Dio, e per questo annuncia che anche per la tua vita c’è una resurrezione: profetizza sulle tue ferite e sui tuoi talenti, perché poi sia tu a profetizzare e a camminare con la tua fede. Ti aiuta a prendere la tua forma, non quella che decide lui, e mette luce dove c’è buio. La sua prima virtù è la castità, intesa come il non legarti a sé: ti porta alla Parola e ti lascia libero di capire ciò che il Signore ti dice.

    Il padre spirituale lo scegli tu, camminando e pregando

    Insieme a tuo marito/moglie, è una delle poche cose che nella vita non capitano ma si scelgono: lo riconosci da come vive, da come parla, dalle storie di chi è stato accompagnato da lui. È una figura rara, una persona più avanti nella fede, con uno sguardo oggettivo e paterno, capace di prendersi la responsabilità di un’altra vita in castità e in obbedienza a Dio. Intanto cammini con la comunità, i sacramenti e il confessore, e soprattutto lo chiedi nella preghiera: domandare a Dio il padre spirituale è già parte del cammino.

    Il Signore compie le sue promesse più di quanto realizzi i tuoi desideri, e dona tutto se stesso fino in fondo. Il cammino del discernimento continua.

    Buon ascolto!

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    58 mins
  • Il Signore parla proprio al tuo cuore #discernimento_vocazionale
    Jun 22 2026

    Quando entri davvero nella strada che senti tua, ti immagini gli applausi: hai capito qualcosa di grande col Signore, sarà evidente a tutti. E invece arrivano le critiche, proprio da chi ami di più e da cui volevi conferma. È un errore di percorso o è esattamente il segno che ci sei dentro?

    Chi entra nella propria vocazione spesso non riceve applausi

    Quando prendi in mano sul serio la tua chiamata, il consenso degli altri non arriva, e a mancare per primo è proprio quello delle persone più vicine. Spesso la scelta vocazionale divide, e il fatto che ti critichino può essere il segno che ci sei davvero dentro. Saperlo libera dal misurare la propria strada sull’approvazione di chi sta intorno (ma non è sufficiente).

    Usa prudenza

    Vai più cauto, dividi la scelta grande in passi piccoli e seriali, e il passo dopo parte solo se quello prima ha portato frutto buono per te e per gli altri. La prudenza è una virtù cristiana, non paura: tasti il campo, guardi come sta il tuo cuore, valuti cosa è successo. Così puoi avanzare in qualcosa di più grande di te restando in cammino con chi ti vuole bene (seppur non ti capisca).

    Pericoli da cui guardarsi

    Due movimenti diversi, da riconoscere entrambi: la cieca sicurezza di chi si arroga la parola dello Spirito Santo e va avanti contro tutti, e lo scoraggiamento di chi davanti a un “no” si arrende. La via è aderire alla verità e alla coscienza, con misericordia verso se stessi per tutte le volte in cui manca il coraggio. Il dubbio di aver capito male resta sempre, ma è lì che cammini sul serio col Signore.

    Buon ascolto!

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  • Impedimenti #discernimento_vocazionale
    Jun 15 2026

    Gli impedimenti alla grazia di Dio non li mette la tua storia: li metti tu.

    L’unica cosa che dipende solo da te

    Dio è onnipotente, fa il cielo e la terra, e la sua grazia ti raggiunge anche nel male e nella morte, perché è la luce che entra nel buio. Resta una sola cosa che dipende da te: il tuo sì, la consegna della tua volontà. La grazia arriva sempre, ma quando sei saturo di pensieri, perfezionismi e resistenze, cade fuori e si perde: per accoglierla devi svuotarti e fare spazio.

    Gli impedimenti partono da dentro

    Gli impedimenti sono il modo in cui resisti a quello che accade: i perché, l’ansia, il rifiuto che scatta persino davanti al bene che il Signore chiede. Sono pregiudizi e difese costruite per sopravvivere a ciò che hai dovuto affrontare, e per anni ti hanno tenuto in vita. Oggi, da adulto libero e responsabile, quelle barriere ti impediscono di vivere, di amare e di lasciarti amare.

    Abbattere le difese si chiama fede

    Quello che il Signore chiede è sempre troppo, oltre le tue forze, e proprio per questo non te lo chiede da solo: vuole farlo con te e in te, per opera dello Spirito Santo a cui puoi chiedere aiuto. Si tratta di illuminare le difese che non servono più e rimodularle in confini sani, tarati sulla vita di oggi e non sul passato. Tutto questo abbandono è fede: credere che il Signore fa bene ogni cosa nella tua vita, a partire da te.

    I miti ereditano la terra perché vivono in pace: accolgono ciò che arriva come dono e le domande si azzerano. È la stessa pace che Gesù risorto ripete a ogni apparizione, ed è quella a cui sei chiamato anche tu.

    Buon ascolto!

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  • Quando è il momento di sposarsi? #discernimento_vocazionale
    Jun 8 2026

    Quando sposarsi? Beh, bisogna che sia tutto apposto, è lui/lei la persona giusta? E il lavoro? La casa? Il tempo passa e si aspetta di essere pronti, ma quel momento non arriva mai… forse la domanda giusta da farsi è un’altra.

    La trappola dell’attesa

    La vita è complessa, le relazioni hanno mille sfaccettature. Quell’essere finalmente pronti — purtroppo — non esiste. Il rapporto si affina in un processo iterativo: più ci si mette mano, più si vede che c’è altro da fare. Aspettare che tutto sia sistemato prima di sposarsi non funziona, è necessario fissare quei due o tre elementi fondamentali e vedere se funzionano.

    Riconoscere un compagno che guarda nella stessa direzione

    Guardare nella stessa direzione, essere compagni di cordata. Non compatibilità di carattere o interessi comuni, quelli cambiano, ma una direzione, delle domande esistenziali profonde condivise. Siamo molto cambiati negli anni, ma quel desiderio di puntare alla meta non è cambiato. È questo che ci rende solidi.

    Essere compatibili?

    Non la comunicazione, non le affinità di carattere, quello che tiene un matrimonio sui binari è un’altra cosa. La domanda non è quanto andiamo d’accordo, ma quanto sei convinto che questa persona conduca sia disposta a giocarsi tutto per questa relazione? Ci saranno scogli, difficoltà, gioie, la persona giusta è quella che ha deciso in cuor suo di voler dedicare la propra vita a vivere fino in fondo questo progetto con te.

    Buon ascolto!

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  • Fare discernimento con i nuclei di morte
    Jun 1 2026

    I nuclei di morte sono quelle dinamiche umane che non permettono all’amore di crescere. Affrontarli è necessario per il discernimento vocazionale: non puoi capire qual è il tuo posto nel mondo se non hai il coraggio di scendere nella tua storia e affrontare quei nodi che ti impediscono di essere veramente libero di dare la vita.

    Chiamare per nome ciò che ti blocca

    Arriva un momento in cui la vita ti presenta il conto e capisci che non bastano gli esami all’università, il lavoro e gli amici: devi prenderti cura della tua affettività. I nuclei di morte sono dinamiche umane che ci mettono in difficoltà nelle relazioni e ci impediscono di sbocciare pienamente nell’amore. Il primo passaggio è la consapevolezza: smettere di scappare, togliere il velo e iniziare a chiamare le cose per nome.

    Imparare a metterci mano

    Padre Giovanni diceva sempre che il cristiano è l’esperto in umanità: non si può essere grandi cristiani senza essere grandi uomini. Questo richiede la volontà di smettere di girare a vuoto e iniziare a mettere mano seriamente su queste dinamiche, equipaggiandosi con gli strumenti giusti. Che sia la terapia, un padre spirituale o dei fratelli che ti accompagnano, l’obiettivo è risolversi affettivamente, diventando adulti consapevoli. È un progetto di vita, non si fa in 3 mesi, ma è proprio questo che lo rende un progetto all’altezza della nostra necessità di verità.

    La grazia di una ferita salvata

    Tutto questo lavoro ha senso solo se ti porta a stare con le mani aperte per accogliere una grazia. Il Signore non vuole semplicemente guarire il dolore, ma vuole salvare la tua storia. Quel vuoto o quella mancanza che hai vissuto diventano il luogo dove Dio versa il suo Spirito, trasformando il tuo limite in una sensibilità che nessun altro ha. La tua ferita salvata diventa così la benzina per amare fino in fondo, donando la vita fino all’ultima goccia, proprio come Gesù Cristo.

    • Playlist YouTube sui nuclei di morte
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    1 hr and 11 mins
  • Vocazione! Non farti infinocchiare...
    May 25 2026

    Non farti infinocchiare dall’idea che la vocazione sia la soluzione magica ai tuoi vuoti o una medicina per smettere di soffrire. La pienezza non è finalmente “stare bene”, ma scoprire che sei un sopravvissuto che può iniziare a dare la vita per qualcuno proprio oggi, così come sei.

    Buon ascolto!

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    53 mins
  • La mia via per Santiago
    May 18 2026

    Sono stata via dieci giorni, una cosa mai fatta in vent’anni di matrimonio, portandomi dietro tutte le mie ansie, le mie paure e il mio stress. A Santiago è stata un’esperienza molto densa: ecco com’è andata.

    Il cammino ti tira dentro

    Non importa per cosa lo fai, se per fede, per sport o per vedere un posto bello. Il cammino ti chiama e poi ti tira dentro te stesso, dentro una spiritualità che ti fa bene e ti riporta all’essenziale, a chi sei davvero. Dopo che fai 34 chilometri non riesci più ad essere falso: sei proprio tu, messo a nudo in quello che vivi, ed è impossibile raccontarsela o avere una maschera.

    La provvidenza ti viene incontro

    Ho incontrato persone “non standard”, gente che non mi conosceva e non aveva nessun pregiudizio. Come quella signora davanti a una cappellina che mi ha chiesto: “Vuoi una benedizione?”. Mi ha preso per le mani e ha pregato per me, e io sono scoppiata a piangere come una bambina. O quel bastone per Linda: ogni cosa è stata provvidenziale.

    Una vita più radicale

    Leggere negli Atti degli Apostoli dei discepoli che andavano fino ai confini della terra mentre io ero lì, a Finisterre, ti fa capire che la Parola è viva perché si incarna nella tua vita. Sono ritornata a casa confermando che quello che vivo non mi basta: vorrei un’essenzialità più radicale. Il cammino ti svuota e ti mette a contatto con te stesso e con il Signore in un modo che non avresti mai immaginato.

    Buon ascolto!

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    1 hr and 6 mins
  • Cosa studio all'università?
    May 12 2026

    Perché andare all’università? Che tipo di equipaggiamento e bagaglio vuoi acquisire attraverso questa esperienza? Spesso ci arriviamo trascinati da aspettative che non ci appartengono, senza chiederci veramente cosa sia bello e importante per noi. È il momento di fermarsi e capire se il binario su cui stiamo correndo fa per noi oppure no.

    La coscienza come luogo dell’incontro

    Spesso ci infiliamo a testa bassa su un percorso di studio per aspettative della famiglia o per trovare un “buon lavoro”. Tuttavia queste motivazioni esterne sono fragili perché non rispondono ai nostri bisogni più intimi. La scelta deve nascere più in profondità: cosa è realmente importante per te?

    L’università come equipaggiamento

    L’università non è un passaporto per lo status sociale, per molti è un “incubatore di idee” e un “equipaggiamento” per la vita. Io ero un atleta completamente impreparato allo studio, finché non ho scoperto che c’era qualcosa per cui valeva la pena impegnarsi. La vera stabilità economica non te la dà il posto fisso o un buon contratto, ma l’essere una persona elastica, capace di pensare e di risolvere problemi. Che tipo di bagaglio vuoi acquisire attraverso questa esperienza?

    La libertà di scendere dal treno

    Se sei in confusione e non sai se ne vale la pena, sappi che “si può scendere dal treno”. Nessuno ti vieta di fare un anno di stop: lavora, vivi, parla con altre persone. È un ottimo momento per fermarti e farti le domande giuste su chi sei tu e su cosa vuoi veramente dalla vita. Meglio prendersi il tempo per schiarirsi le idee piuttosto che lanciarsi alla cieca verso una meta che non ti appartiene.

    Ecco alcuni spunti dall’episodio.

    Buon ascolto!

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    30 mins