I 5 PRINCIPI X BAMBINI PICCOLI - i fondamenti di un lavoro vivo (che valgono anche per gli adulti)
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Summary
In questo episodio Chiara e Francesco entrano nel cuore del lavoro educativo con i bambini più piccoli (in particolare nella fascia 3–6 anni), condividendo quelli che, nel metodo ATB – Awareness Through the Body, vengono chiamati i cinque principi fondamentali per costruire sessioni vive, efficaci e sostenibili nel tempo.
La conversazione nasce dall'esperienza diretta di Chiara nei Kindergarten e dal desiderio di dare forma a elementi che, pur sembrando semplici, hanno dimostrato di funzionare in contesti, paesi e culture diverse. Per questo vengono chiamati "principi": perché continuano a dare risultati, indipendentemente da chi li applica o da dove.
Il primo principio è il ritmo. Tutta la vita è ritmica: il respiro, il battito cardiaco, il giorno e la notte. I bambini ne sono un'espressione diretta. Invece di forzare i bambini ad adattarsi al nostro ritmo adulto, l'invito è a fare il contrario: ascoltare il loro ritmo vitale e sintonizzarsi con esso, alternando movimento e quiete, eccitazione e calma, voce alta e voce bassa.
Da qui si passa naturalmente al gioco, non come riempitivo ma come elemento centrale del lavoro educativo. Il gioco rende il cambiamento di ritmo naturale e apre lo spazio alla creatività. Chiara e Francesco riflettono anche su quanto, da adulti, questa capacità venga spesso atrofizzata, e su come sia difficile portare gioco ai bambini se prima non ci si permette di giocare in prima persona.
Il terzo principio è l'immaginazione. Fantasia e immaginazione non allontanano dalla realtà, ma la rendono più accessibile. Attraverso immagini, storie e metafore, i bambini (e anche gli adulti) possono fare esperienze più reali, più incarnate. Vengono citati autori come Ken Robinson e Gianni Rodari, a sottolineare quanto l'immaginazione sia una competenza fondamentale anche a livello sociale e culturale.
Entra poi in scena la sorpresa, elemento chiave per mantenere viva l'attenzione e ridurre la distrazione. La sorpresa crea aspettativa, curiosità e un senso di "magia" che sostiene la presenza. Non si tratta di creare dipendenza, ma di offrire piccoli momenti di novità che tengano il sistema nervoso coinvolto e regolato.
Infine, il quinto principio: il limite. Il limite viene descritto non come imposizione rigida, ma come contenimento, come un abbraccio. Un limite adeguato dà sicurezza, orientamento e protezione. Come una pianta ha bisogno di un vaso della giusta dimensione per crescere, così i bambini hanno bisogno di limiti chiari ma morbidi per svilupparsi in modo sano.
L'episodio si chiude con una ripetizione giocosa dei cinque principi — ritmo, gioco, immaginazione, sorpresa e limite— e con un invito semplice: portare più ascolto, più gioco e più presenza nel lavoro quotidiano con i bambini, ricordando che anche l'adulto fa parte dell'equazione.
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