Il corpo che sente
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Che cosa significa davvero “sentire” nella pratica Reiki?
In questo episodio mettiamo in discussione un’idea spesso data per scontata: che il corpo percepisca in modo immediato e universale.
A partire da una prospettiva antropologica e fenomenologica, il sentire viene riletto come qualcosa che si forma nel tempo, dentro pratiche, linguaggi e relazioni.
Attraverso i concetti di modi somatici di attenzione (Thomas Csordas) e la riflessione sul corpo come “carne del mondo” (Merleau-Ponty), il Reiki emerge come una pratica situata: un contesto in cui si impara progressivamente a riconoscere, nominare e condividere l’esperienza.
A partire da una vignetta etnografica sul Monte Kurama, vediamo come sensazioni come calore, vibrazione o flusso non siano semplicemente dati naturali, ma forme di esperienza che prendono forma dentro un contesto condiviso.
In altre parole, il corpo non è un punto di partenza universale, ma uno spazio in cui il sentire si costruisce, si trasmette e si trasforma.