La prima superstar del Podcast: Tecla Pettenuzzo, capitana del Napoli Women, a parlare del calcio femminile che corre, di Cercola e dei colori che non vediamo cover art

La prima superstar del Podcast: Tecla Pettenuzzo, capitana del Napoli Women, a parlare del calcio femminile che corre, di Cercola e dei colori che non vediamo

La prima superstar del Podcast: Tecla Pettenuzzo, capitana del Napoli Women, a parlare del calcio femminile che corre, di Cercola e dei colori che non vediamo

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Per la prima volta a Inpat-Expat è venuta una vera calciatrice, e non per finta come noi due. Tecla Pettenuzzo, difensore centrale del Napoli Women, nata vicino a Vicenza e a Napoli dal 2023, ha accettato di passare un'ora con due podcaster che ammettono apertamente di non capire granché di calcio. La sua storia comincia con una bambina di sei anni che in pieno supermercato chiede al suo futuro allenatore se è vero che non può ancora giocare, riceve un sì, torna a casa e annuncia alla madre che da domani la deve portare al campo. Vent'anni dopo, quel pomeriggio di insistenza è diventato una Supercoppa, una Coppa Italia, un gol decisivo che ha tenuto il Napoli in Serie A, e una posizione fissa in una delle due uniche squadre di Serie A femminile che non fanno parte del club maschile — dettaglio su cui ci siamo soffermati a lungo, perché continua a sembrarci una scelta inspiegabile.

La parte più interessante però non sono i risultati ma la lingua. Sul sito del Napoli Women trovi parole come rispetto, inclusione, progresso, e un codice etico che parla di dignità umana e libertà sindacali; sul sito del Napoli maschile l'obiettivo dichiarato è intrattenere il pubblico. Tecla ci racconta che dopo i cori razzisti contro la loro Under 17 il club ha preso gli autori dell'episodio e li ha portati in un centro antiviolenza, e a questo punto la differenza con il calcio degli adulti maschi diventa qualcosa di più di una sfumatura. Sul tema della capitana arriva poi il cortocircuito che non ci aspettavamo: riconosce l'importanza della declinazione al femminile ma teme che insistere troppo finisca per allontanare il pubblico maschile invece di normalizzare le cose. Sullo sfondo c'è la Champions sfumata contro la Juventus a Cercola, i cinquant'anni di bando del calcio femminile dal 1921 al 1971 che hanno lasciato a bocca aperta perfino lei, e una citazione presa in prestito da un libro di Luca Gotti che riassume meglio di noi il mestiere che cerchiamo di fare da dieci puntate: chi non viaggia finisce per credere che gli unici colori che vede siano gli unici a esistere.

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