• Giuseppe Ungaretti 14 - Girovago
    May 19 2026
    Giuseppe Ungaretti 14 - dalla raccolta "L'Allegria"

    Girovago

    In nessuna
    parte
    di terra
    mi posso
    accasare

    A ogni
    nuovo
    clima
    che incontro
    mi trovo
    languente
    che
    una volta
    gli ero stato
    assuefatto

    E me ne stacco sempre
    straniero

    Nascendo
    tornato da epoche troppo
    vissute

    Godere un solo
    minuto di vita
    iniziale

    Cerco un paese
    innocente

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  • Giuseppe Ungaretti 13 - I fiumi
    May 18 2026
    Giuseppe Ungaretti l12

    I FIUMI

    Cotici il 16 agosto 1916

    Mi tengo a quest’albero mutilato
    Abbandonato in questa dolina
    Che ha il languore
    Di un circo
    Prima o dopo lo spettacolo
    E guardo
    Il passaggio quieto
    Delle nuvole sulla luna
    Stamani mi sono disteso
    In un’urna d’acqua
    E come una reliquia
    Ho riposato
    L’Isonzo scorrendo
    Mi levigava
    Come un suo sasso
    Ho tirato su
    Le mie quattro ossa
    E me ne sono andato
    Come un acrobata
    Sull’acqua
    Mi sono accoccolato
    Vicino ai miei panni
    Sudici di guerra
    E come un beduino
    Mi sono chinato a ricevere
    Il sole
    Questo è l’Isonzo
    E qui meglio
    Mi sono riconosciuto
    Una docile fibra
    Dell’universo
    Il mio supplizio
    È quando
    Non mi credo
    In armonia
    Ma quelle occulte
    Mani
    Che m’intridono
    Mi regalano
    La rara
    Felicità
    Ho ripassato
    Le epoche
    Della mia vita
    Questi sono
    I miei fiumi
    Questo è il Serchio
    Al quale hanno attinto
    Duemil’anni forse
    Di gente mia campagnola
    E mio padre e mia madre.
    Questo è il Nilo
    Che mi ha visto
    Nascere e crescere
    E ardere d’inconsapevolezza
    Nelle distese pianure
    Questa è la Senna
    E in quel suo torbido
    Mi sono rimescolato
    E mi sono conosciuto
    Questi sono i miei fiumi
    Contati nell’Isonzo
    Questa è la mia nostalgia
    Che in ognuno
    Mi traspare
    Ora ch’è notte
    Che la mia vita mi pare
    Una corolla
    Di tenebre

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  • Giuseppe Ungaretti 12 - Il porto sepolto
    May 16 2026
    Giuseppe Ungaretti l12

    Il porto sepolto

    Vi arriva il poeta
    E poi torna alla luce con i suoi canti
    E li disperde
    Di questa poesia
    Mi resta
    Quel nulla
    Di inesauribile segreto.

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  • Giuseppe Ungaretti 11 - Presentazione lettura della raccolta "L'Allegria"
    May 16 2026
    Presentazione lettura della raccolta "L'Allegria"

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  • Giuseppe Ungaretti 10 - Segreto del poeta
    May 15 2026
    Giuseppe Ungaretti legge se stesso 10

    Segreto del poeta

    Solo ho amica la notte.
    Sempre potrò trascorrere con essa
    D’attimo in attimo, non ore vane;
    Ma tempo cui il mio palpito trasmetto
    Come m’aggrada, senza mai
    distrarmene.

    Avviene quando sento,
    Mentre riprende a distaccarsi da ombre,
    La speranza immutabile
    In me che fuoco nuovamente scova
    E nel silenzio restituendo va,
    A gesti tuoi terreni
    Talmente amati che immortali parvero,
    Luce.



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  • Giuseppe Ungaretti 09 - Amsterdam marzo 1933
    May 13 2026
    Giuseppe Ungaretti legge se stesso 09

    Amsterdam marzo 1933


    È dietro le casipole il porticciolo,
    con i burchielli pronti a scivolare
    dentro strette lunghissime di specchi
    e una vela, farfalla colossale,
    ha raso l'erba e, dietro le casipole,
    va gente, con le vetrici s'intreccia,
    nelle nasse si schiudono occhi, va...

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  • Giuseppe Ungaretti 08 - Defunti su montagna
    May 12 2026
    Giuseppe Ungaretti legge se stesso 08

    Defunti su montagna

    Poche cose mi restano visibili
    E, per sempre, l’aprile
    Trascinante la nuvola insolubile,
    Ma d’improvviso splendido:
    Pallore, al Colosseo
    Su estremi fumi emerso,
    Col precipizio alle orbite
    D’un azzurro che sorte più non eccita
    Né turba.

    Come nelle distanze
    Le apparizioni incerte trascorrenti
    Il chiarore impegnando
    A limiti d’inganni,
    Da pochi passi appars
    iI passanti alla base di quel muro
    Perdevano statura
    Dilatando il deserto dell’altezza,
    E la sorpresa se, ombre, parlavano.

    Agli echi fondi attento
    Dello strano tamburo,
    A quale ansia suprema rispondevo
    Di volontà, bruciante
    Quanto appariva esausta?
    Non, da remoti eventi sobbalzando,
    M’allettavano, ancora familiari
    Nel ricordo, i pensieri dell’orgoglio:
    Non era nostalgia, né delirio;
    Non invidia di quiete inalterabile.

    Allora fu che, entrato in San Clemente,
    Dalla crocefissione di Masaccio
    M’accolsero, d’un alito staccati
    Mentre l’equestre rabbia
    Convertita giù in roccia ammutoliva,
    Desti dietro il biancore
    Delle tombe abolite,
    Defunti, su montagne
    Sbocciate lievi da leggere nuvole.

    Da pertinaci fumi risalito
    Fu allora che intravvidi
    Perché m’accende ancora la speranza.

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  • Giuseppe Ungaretti 07 - Senza più peso
    May 11 2026
    Giuseppe Ungaretti legge se stesso 07

    Senza più peso

    Per un Iddio che rida come un bimbo,
    Tanti gridi di passeri,
    Tante danze nei rami,

    Un'anima si fa senza più peso,
    I prati hanno una tale tenerezza,
    Tale pudore negli occhi rivive,

    Le mani come foglie
    S'incantano nell'aria...

    Chi teme più, chi giudica?

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