Oltraggi - Storie di arte e vandalismo cover art

Oltraggi - Storie di arte e vandalismo

Oltraggi - Storie di arte e vandalismo

By: Giovanni Sassu
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Qualcuno ha usato un martello.
Qualcun altro ha utilizzato l’acido.
Altri le mani nude. Altri ancora delle armi da taglio.
Tutti hanno avuto un solo obiettivo: distruggere opere d’arte. Dentro e fuori i musei.
L’arte, insomma, può essere ferita, oltraggiata, distrutta. E ogni volta che accade, il gesto si imprime nella memoria collettiva, scuote l’opinione pubblica e diventa simbolo di qualcosa che va ben oltre la superficie di dipinti e sculture. Oggi più che mai, da quando i militanti di “Just Stop Oil” o del “Me Too” hanno trasformato in una sorta di male necessario gli attacchi alla Bellezza perché garantiscono massima visibilità alla loro causa.
Ma i giovani attivisti della generazione Z non sono i primi a utilizzare l’arte come bersaglio.
Attraverso lo spazio e il tempo, un filo rosso lega le loro azioni agli atti vandalici del passato: alcuni clamorosi, come quello del 1972, quando László Tóth attaccò la Pietà di Michelangelo a martellate. O come le statue abbattute a furor di popolo alla caduta dei regimi totalitari; o, ancora, quelle rimosse dalla cancel culture.
"Oltraggi. Storie di arte e vandalismo", il podcast di Minerva Vox scritto e raccontato da
Giovanni Sassu, racconta questo fenomeno in tutta la sua complessità. Non una semplice cronaca di scandali, ma un'ndagine che intreccia storia, psicologia, sociologia e attualità per capire cosa spinge l'essere umano a colpire l'arte e come queste azioni cambino il nostro modo di guardare e proteggere il patrimonio.
Il podcast anticipa l'uscita dell'omonimo libro, creando un'esperienza editoriale a 360 gradi: dalla pagina all'ascolto, dalla lettura alla voce.Copyright Minerva Vox
Art
Episodes
  • Episodio 5 - La mia opera migliore
    May 20 2026
    Londra, 5 ottobre 2018. Da una cornice appesa nelle sale di Sotheby's, mentre il martelletto del battitore ratifica la vendita per un milione di sterline, *Girl with Balloon* di Banksy quasi si autodistrugge in diretta. Ciò che ne resta, ribattezzata *Love is in the Bin*, tre anni dopo viene rivenduta per diciotto milioni e mezzo.
Ma Banksy non ha inventato nulla. Il quinto episodio di *Oltraggi* ricostruisce quasi cent'anni di storia dell'autodistruzione nell'arte: da Claude Monet che buca le proprie tele nella frustrazione, a Władysław Podkowiński che taglia un suo capolavoro davanti al pubblico; da John Baldessari che porta 123 dipinti al forno crematorio, a Gustav Metzger che spruzza acido su teli di nylon sul molo del Tamigi come atto politico contro la società industriale. Fino ad Arman, che in una galleria di New York distrugge un intero appartamento con un'ascia chiamando il gesto col suo nome: vandalismo consapevole.
Una genealogia sorprendente che porta a chiedersi: chi decide quando la distruzione è arte?


    Una produzione Minerva Vox / Minerva Edizioni.

    Musiche

    Black ocean emotion (without flute) by Victor_Natas – License: Attribution 4.0

    Stardust, Minimalist Piano Background Music That Evokes Emotion by kjartan_abel – License: Attribution 4.0

    Project Nine - Time is of the Essence: Minimalist Tune by kjartan_abel – License: Attribution 4.0

    Minimal Tech Background Music - MTBM03 by gis_sweden – License: Attribution 4.0

    Piano mood jam by Nick_Simon-Adams – License: Attribution 4.0

    Piano background 1.wav by Nick_Simon-Adams – License: Attribution 4.0
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    26 mins
  • Episodio 4 - Il museo come scena del crimine
    May 13 2026
    All'inizio del Novecento, qualcosa cambia. Gli attacchi all'arte escono dalla sfera della follia individuale e diventano strumento politico. Il bersaglio si sposta: non più un dipinto scelto per ossessione, ma un simbolo da colpire per farsi ascoltare.
Il quarto episodio di *Oltraggi* racconta come il museo sia diventato, tra il 1907 e la fine della Prima Guerra Mondiale, la scena del crimine ideale per chi ha voluto portare una rivendicazioni sociali all'attenzione del mondo. Al centro della storia c'è Mary Richardson, la suffragetta che nel 1914 alla National Gallery di Londra sfigura la *Venere allo specchio* di Velázquez con sette coltellate, diventando "Slasher Mary”, la prima iconoclasta iconica del secolo. Ma non è sola: in quegli stessi anni, ventiquattro opere vengono danneggiate o distrutte in nove attacchi distinti, mentre castelli bruciano e biblioteche vengono date alle fiamme.
Una storia di donne, armi da taglio e moventi sociali. E una domanda che arriva fino a oggi: quando ferire l'arte è un atto politico, dove finisce la protesta e dove comincia il terrorismo?


    Una produzione Minerva Vox / Minerva Edizioni

    Musiche

    Black ocean emotion (without flute) by Victor_Natas – License: Attribution 4.0

    Suspense music by Darkash28 – License: Creative Commons 0

    Dark loops 088 simple mix version 4 long loop 60 bpm by josefpres – License: Creative Commons 0

    Stardust, Minimalist Piano Background Music That Evokes Emotion by kjartan_abel – License: Attribution 4.0

    Cinematic Ambiance Futuristic Background by BurghRecords – License: Creative Commons 0

    Somber Ambiance by Speedenza – License: Attribution NonCommercial 4.0

    Kazarin0v - Long bass #1 by Kazarin0v – License: Creative Commons 0

    Distant Reverberated Piano 1 - (Recording 2) by Erokia – License: Creative Commons 0 ⠀

    Inserti audio

    Trailer *Suffragette*, regia di Sarah Gavron, Ruby Films / Film4, 2015

    "Just Stop Oil activists smash glass on painting at National Gallery*, Times News
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    20 mins
  • Episodio 3 - Acido e follia
    May 6 2026
    C'è un modo di ferire un'opera d'arte più insidioso del martello e più silenzioso della lama: l'acido. In pochi secondi altera i pigmenti, dissolve i leganti, cancella i volti.
Il terzo episodio di *Oltraggi* racconta la storia di due vandali tedeschi che hanno scelto questa arma. Walter Menzl, filosofo mancato in cerca di clamore, che nel 1959 getta uno sverniciatore industriale sulla *Caduta dei dannati* di Rubens all'Alte Pinakothek di Monaco. E Hans-Joachim Bohlmann, il più prolifico e metodico distruttore d'arte del Novecento: 51 opere danneggiate nell'arco di trent'anni di attacchi silenziosi ai musei tedeschi e olandesi, con danni stimati fino a 138 milioni di euro.
Due uomini, due ossessioni diverse e un filo che li unisce: la certezza che ferire un capolavoro fosse l'unico modo per esistere agli occhi del mondo.


    Ospite la psicologa Ilaria Albano e la restauratrice Celeste Cagnone.


    Una produzione Minerva Vox / Minerva Edizioni.

    Musiche

    Black ocean emotion by Victor_Natas - License: Attribution 4.0

    Stardust, Minimalist Piano Background Music That Evokes Emotion by kjartan_abel - License: Attribution 4.0

    Cinematic Ambiance Futuristic Background by BurghRecords - License: Creative Commons 0

    Somber Ambiance by Speedenza - License: Attribution NonCommercial 4.0

    Kazarin0v - Long bass #1 by Kazarin0v - License: Creative Commons 0

    Distant Reverberated Piano 1 - (Recording 2) by Erokia - License: Creative Commons 0
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    27 mins
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