Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI cover art

Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI

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Il viaggio di Trump in Cina sancisce l'inizio di un nuovo periodo, quello della guerra fredda dell'intelligenza artificiale. Per capirlo bisogna partire dalla fine, c'è una scena che racchiude il senso del viaggio e la descrive Emily Goodin, cronista del New York Post. Tutti i delegati statunitensi, prima di risalire sull'Air Force One, hanno gettato in un cestino alla base della scaletta tutto ciò che avevano ricevuto in dono durante il viaggio. Telefoni usa e getta, regali, spille, badge... Tutto. Questo racconta molto bene il periodo che si apre: relazioni diplomatiche aperte, sorrisi, ma una totale sfiducia di base tra i due blocchi. In questo episodio di DigitMondo le cinquantadue ore di Trump a Pechino che non è stato solo un summit commerciale, ma il momento in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione tecnologica ed è diventata la nuova “arma nucleare” del secolo. Con Jensen Huang che sale all'ultimo momento sull'Air Force One ad Anchorage e mangia Noodles da solo tra gli Hutong, con Scott Bessent che alla CNBC pronuncia la frase che cambia tutto, con Xi Jinping che rilancia per la terza volta a un presidente americano la metafora della trappola di Tucidide e una banda militare cinese che suona YMCA dei Village People al banchetto di Stato, senza che nessuno dei due leader capisca di cosa parla davvero quella canzone.

Fonti degli inserti audio:

Scott Bessent, CNBC, 14 maggio 2026 ;

Xi Jinping, Grande Sala del Popolo, 14 maggio 2026, Ministero degli Esteri cinese, CCTV


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