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DigitMondo

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By: Francesco Marino
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DigitMondo è il podcast di Francesco Marino, direttore di Digitalic, che racconta come tecnologia, intelligenza artificiale e innovazione stanno trasformando il mondo in cui viviamo. Ogni episodio parte da una notizia, da un evento o da un segnale del presente, per allargare lo sguardo e capire che cosa sta davvero cambiando sotto la superficie. L’intelligenza artificiale, la robotica, la cybersecurity, la competizione tecnologica tra Stati Uniti, Europa e Cina non sono soltanto temi tecnici. Sono fenomeni che stanno ridisegnando economia, lavoro, geopolitica e cultura.Francesco Marino
Episodes
  • La ragazza che ha messo in ginocchio Meta e Youtube
    Apr 3 2026

    Ci sono volute sei settimane di udienza e quaranta ore di testimonianze perché una giuria di Los Angeles arrivasse al verdetto. Il 25 marzo 2026, la Corte Superiore della California ha dichiarato Meta e YouTube responsabili di aver progettato piattaforme che creano dipendenza nei giovani utenti, causando danni psicologici documentati. La giuria ha riconosciuto 3 milioni di dollari di danni compensativi e altri 3 milioni di danni punitivi, stabilendo che le aziende hanno agito con malizia, oppressione o frode nel danneggiare i minori attraverso le loro piattaforme.

    La querelante si chiama Kaley G.M., ha vent’anni. Ha testimoniato di aver iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove, trascorrendo fino a sedici ore al giorno sulle piattaforme fin dall’infanzia. Il risultato: depressione, ansia, pensieri suicidi.

    Al centro del processo non sono finiti i contenuti postati dagli utenti, protetti negli Stati Uniti dalla Sezione 230 del Communications Decency Act. Sotto accusa sono finite le caratteristiche strutturali delle applicazioni. Lo scroll infinito, l’autoplay dei video, le notifiche push progettate per non lasciare pause. Funzionalità paragonate dai legali dell’accusa ai meccanismi delle slot machine, costruiti per sfruttare le vulnerabilità neurologiche dei minori e massimizzare il tempo di permanenza sullo schermo.

    Lo scrolling infinito, in particolare, è una spirale di scorrimento continuo di contenuti brevi che gratificano il cervello con micro-scariche di dopamina, a cui il cervello adolescente è particolarmente sensibile. L’obiettivo dichiarato dagli avvocati dell’accusa era fidelizzare i giovani utenti per tenerli sui social il più possibile.

    In aula ha testimoniato Mark Zuckerberg in persona.

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    12 mins
  • "Il mondo è in pericolo"
    Mar 27 2026

    Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza AI di Anthropic (quella che produce Claude), si è dimesso dall’azienda, lasciando l’industria tech con più domande che risposte. La sua lettera di dimissioni, pubblicata su X e vista oltre un milione di volte, pone quesiti inquietanti, come quelli di chi ha visto qualcosa di terribile arrivare, ma non può dirlo pienamente. La lettera è anche un manifesto filosofico che mescola riflessioni tecniche con citazioni poetiche di Rainer Maria Rilke e William Stafford. Sembra la trama di quei film catastrofisti, come Deep Impact, in cui qualcuno nelle stanze del potere viene a conoscenza di un pericolo devastante e imminente e decide di scappare, ma prima lancia un messaggio criptico a tutto il mondo. Anche se sa che salvarsi sarà impossibile nel film c’è qualcuno che scappa in barca a. vela, Mrinank Sharma scappa nel Regno Unito e nella poesia.

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    7 mins
  • Trump VS Anthropic
    Mar 21 2026

    Trump vieta di usare Anthropic perché la società ha rifiutato di eliminare due restrizioni etiche imposte all’uso della propria AI, Claude. Niente sorveglianza di massa domestica. Niente armi completamente autonome.

    Da una parte il Pentagono che ordina a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso della tecnologia Anthropic, classificando l’azienda come “supply chain risk” con la stessa etichetta riservata alle aziende Russe, per esempio, o ai fornitori di chip cinesi. Dall’altra, Dario Amodei, CEO e cofondatore di Anthropic, che in un’intervista esclusiva alla CBS dichiara guerra aperta, promettendo battaglia legale e rifiutandosi categoricamente di rimuovere le due “linee rosse” che hanno scatenato l’inferno.

    Ma non è solo una questione di business o di contratti governativi: è qualcosa di molto più grande e molto più pericoloso. È la battaglia per definire chi avrà il controllo sull’intelligenza artificiale del futuro, su quali valori si fonderà e, soprattutto, cosa siamo disposti a sacrificare sull’altare della sicurezza nazionale.

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    8 mins
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