Rassegna stampa economico-finanziaria del 27 Marzo 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. Investimenti, mercati e scenario macroTestate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / Italia Oggi / L’Espresso / MF• Ocse: inflazione globale più alta, crescita italiana ancora debole. L’Ocse stima nel 2026 un’inflazione al 4,0% nel G20 (+1,2 punti rispetto alle stime precedenti), con gli Usa al 4,2% nel 2026 e poi 1,6% nel 2027. Per l’Eurozona la stima sale al 2,6% nel 2026 e scende al 2,0% nel 2027. Per l’Italia, crescita attesa al +0,4%, mentre il Governo continua a puntare a +0,5%. Segnale positivo: l’economia italiana resta in area crescita, ma con margini di sicurezza molto ridotti. • Finanza pubblica italiana sotto pressione, ma il rientro del deficit sotto il 3% non è escluso. Il deficit 2025 Istat è indicato al 3,1% del Pil; alla Ragioneria viene giudicato “possibile” un ritorno al 3,0% dopo la notifica Eurostat attesa tra 20 e 21 aprile, con possibile slittamento del Documento di finanza pubblica rispetto alla scadenza ordinaria del 10 aprile. Il Governo aveva fissato in autunno una crescita 2026 al +0,7%, ora limata a +0,5%. • Scenario energetico come principale variabile di rischio. Secondo Il Sole 24 Ore, se petrolio e gas tornassero ai livelli di fine 2025 entro l’autunno, il +0,4% di Pil resterebbe raggiungibile; con petrolio stabile attorno a 100 euro/barile la crescita italiana scenderebbe di 0,1 punti; con Brent a 110 euro la recessione diventerebbe più netta, fino a -0,4%. Indicazione utile: la protezione del margine industriale passa sempre più da hedging energetico e pricing dinamico. • Mercati: guerra e tassi hanno già colpito gli asset risk-on. Dall’inizio del conflitto, i listini Ue risultano in calo di circa -8%; secondo L’Espresso il petrolio è salito del 50%, il gas del +80%, con il greggio attorno a 110 dollari/barile. A Milano il ribasso azionario è indicato al -9%, mentre i rendimenti a lungo salgono di quasi 30 pb sui Btp decennali e 40 pb sui Bund decennali tedeschi. Quadro severo, ma non ancora assimilabile a uno shock sistemico 2008/2022. • Usa: rischio recessione in aumento, ma non scenario base. Il Messaggero riporta 48% di probabilità di recessione Usa a 12 mesi secondo Moody’s Analytics e 30% secondo Goldman Sachs; lo S&P 500 è indicato a -6% in un mese. Per i business export-oriented resta una finestra positiva: la debolezza Usa non equivale ancora a crollo della domanda globale, ma impone selettività su mercati e settori. • Banca di Francia: uscita dall’oro detenuto negli Usa con forte impatto contabile. MF segnala una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro che consente a Banque de France di chiudere il 2025 con utile di 8,1 miliardi, dopo una perdita di 7,7 miliardi nel 2024. L’operazione riguarda 129 tonnellate, pari al 5% delle 2.437 tonnellate complessive francesi. In parallelo la Fed chiude il 2025 con perdita operativa di 18,7 miliardi di dollari, dopo 77,6 miliardi nel 2024 e 114,3 miliardi nel 2023: segnale di pressione strutturale sui bilanci delle banche centrali in regime di tassi elevati. Industria, territori e competitivitàTestate coinvolte: MF / Domani / Riformista l’Economista• Veneto: ripresa moderata ma base occupazionale forte. MF stima per il 2026 una crescita dell’economia veneta dello 0,8%; il 2025 si sarebbe chiuso con Pil a +0,5%. Il tasso di occupazione regionale è al 69%, contro il 62,5% nazionale; la disoccupazione è al 3,1% contro il 5,8% italiano. Il bilancio regionale vale 19 miliardi. Indicazione positiva: resta uno dei pochi ecosistemi territoriali con mix favorevole di export, lavoro e investimenti pubblici. • Pacchetto infrastrutture e sociale in Veneto con numeri già allocati. Stanziati 69 milioni per assistenza agli anziani, 38 milioni per scuole dell’infanzia, 17,5 milioni per medicina territoriale, 50 milioni per piano casa e social housing, 6 milioni di fondo di garanzia per accesso al mercato dei capitali e 3 milioni per startup. Criticità strutturale: entro il 2030 il Veneto potrebbe trovarsi con 280.000 lavoratori in meno. • Bollette e rilancio: focus su energia e competitività. Domani riporta che il Governo valuta il “disaccoppiamento” per abbassare i costi energetici e segnala una richiesta all’Europa di riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro da destinare a competitività delle imprese, alloggi a prezzi calmierati e interventi sul fronte idrico. Lettura business: la leva energia torna centrale nelle policy industriali nazionali. • Medio Oriente sempre più hub logistico-energetico. Riformista l’Economista evidenzia che l’interscambio tra GCC e Unione europea vale circa 197 miliardi di dollari; il commercio intra-Golfo ha raggiunto 146 miliardi di dollari nel 2024. Per l’Italia, export verso gli Emirati Arabi Uniti oltre 9 miliardi di ...
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